iPad 2018, la recensione

Apple ha lanciato un nuovo modello di iPad: è identico esteticamente al modello precedente, ma ha un processore più potente e supporta Apple Pencil. Questa sarà probabilmente la prova più breve mai fatta di un iPad, ma non perché il nuovo iPad 2018 non abbia nulla che meriti di essere raccontato, ma perché mai come sta volta Apple ha spostato tutta l’attenzione non tanto sul prodotto quanto su quello che si può fare con il prodotto. E con l’aggiunta di Apple Pencil, da acquistare però a parte, e di un processore che supporta al meglio la realtà aumentata, Apple ha posizionato ad un prezzo decisamente abbordabile un tablet che permette di sfruttare al meglio ogni funzione delle migliori applicazioni per iPad. Inutile dire che Apple la sua battaglia sui tablet l’ha vinta da tempo: se si guarda a quello che si può fare oggi con un iPad e si confrontano le migliori app per iPad con le migliori app per Android ci troviamo davanti ad una gara professionisti contro dilettanti. Chi vuole un tablet consumer al giusto prezzo oggi ha una sola possibilità: l’iPad. La nuova versione, che parte da 359 euro, guarda da una parte a tutti quegli utenti che hanno un vecchio modello di iPad e dall’altra stuzzica coloro che guardano con interesse al modello Pro per la possibilità di usare la penna ma non vogliono affrontare una spesa così elevata.

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Non è perfetto ma poco importa

Esteticamente sembra l’iPad 2017: stesse dimensioni, stessa maneggevolezza, stesso schermo da 9.7” e anche stessi accessori, per facilitare chi ha già una cover o una custodia. Le differenze sono due: il processore A10 Fusion dell’iPhone 7 e il controller dietro lo schermo che permette di utilizzare Apple Pencil. Qualcuno potrebbe dire che Apple non si è sforzata molto a migliorare il suo iPad, che si poteva mettere una fotocamera migliore, mettere quattro altoparlanti per l’audio, usare uno schermo laminato come quello dell’iPad Air 2 e dell’iPad Pro, tuttavia crediamo che le scelte siano ragionate.

Da una parte era necessario mantenere un certo distacco dall’iPad Pro, che resta il modello premium, dall’altra si doveva intervenire esclusivamente negli aspetti che avrebbero permesso agli utilizzatore di godere di vantaggi tangibili. L’assenza dello smart connector per le tastiere, del bluetooth 5, del Touch ID di seconda generazione sono dettagli che non impattano affatto sull’utilizzo dell’iPad, e lo stesso schermo non laminato è un dettaglio che coglie solo chi ha avuto a tra le mani un iPad Pro e si è reso conto che la superficie sembra più rigida oltre a riflettere decisamente meno.

iPad 2018 ha autonomia, potenza, la classica facilità d’uso di un iPad e a nostro avviso un solo vero difetto, che è appunto la qualità dello schermo. Uno schermo che come ogni display Apple è calibrato alla perfezione, ma quando guardiamo un film all’aperto, e quest’estate in giardino o sotto l’ombrellone potrebbe capitare, ci troviamo davanti ad un contrasto non eccelso, a neri slavati, ad una immagine poco incisiva.

Non è solo colpa della mancata laminazione, sono i limiti tecnologici di un LCD che non può competere con l’OLED. E se per un utente Apple questa differenza di qualità era probabilmente sconosciuta, chi ha avuto modo di guardare un film sull’iPhone X e di vedere le stesse scene su un iPad si sarà reso conto che, con le dovute proporzioni, la visione sull’iPhone X è migliore. E di molto. Proprio per questo motivo tendiamo a credere che Apple abbia aggiunto la penna sul nuovo iPad senza preoccuparsi di andare a danneggiare le vendite di iPad Pro: probabilmente c’è in cantiere un nuovo modello di iPad Pro con uno schermo OLED capace di alzare ulteriormente l’asticella della qualità.

Lo schermo resta comunque leggibile e brillante, solo il contrasto tende a scendere e se usando le app la differenza non è così marcata guardando un video lo è.

Le differenze legate allo schermo tra iPad Pro e iPad non si fermano alla sola laminazione: manca il supporto al refresh elevato, lo schermo non adatta la temperatura colore e soprattutto il feeling, soprattutto usando la penna, è diverso.

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Viene leggermente meno la sensazione di scrivere con una matita su un foglio, con il tratto a schermo separato dalla punta della Pencil con un piccolo gap, ma anche questo è un aspetto che probabilmente nota chi ha usato per mesi un iPad Pro e ora si trova tra le mani il nuovo modello entry level.

Dopo aver usato per oltre quindici giorni il nuovo iPad, e abitualmente usiamo un iPad Pro, ci siamo resi conto che probabilmente per il 95% delle persone quello che offre l’iPad è sufficiente e quello che offre in più l’iPad Pro non verrebbe sfruttato: la velocità maggiore si percepisce solo in un confronto diretto e la gestione di più app in contemporanea è una esigenza di chi usa il multitasking e lo split screen, e molti utenti di iPad neppure sanno che esiste.

E’ più importante, come abbiamo detto, guardare a quello che oggi si può fare con un iPad e che prima si poteva fare bene solo con l’iPad Pro: penna, realtà aumentata, maggiore velocità in applicazioni che richiedono un uso intenso del processore, l’editing 4K con iMovie ad esempio, sono solo alcuni esempi di un prodotto che merita di essere valutato non per quello che è ma per quello che fa.

Froggipedia, WWF Free Rivers e Pixelmator: le app sono la vera forza di iPad

La scelta di un tablet dovrebbe essere legata a quello che uno cerca. Chi cerca un dispositivo per vedere esclusivamente film in streaming forse può anche puntare su qualcosa di più economico, l’iPad è sprecato. Non è un caso che il nuovo iPad sia stato presentato ad un evento dedicato all’educazione, perché mai come in questi ultimi anni l’ecosistema Apple si è evoluto cercando di offrire quello che gli altri tablet non sono in grado di dare, non tanto per le caratteristiche quanto per l’assenza di una community di sviluppatori che lavora per spremere al massimo le possibilità che l’azienda offre con i diversi moduli.

Apple ha la fortuna di avere sul suo AppStore le migliori aziende di sviluppo, e i risultati si vedono: applicazioni come WWF Free Rivers, che utilizza ARKit per proiettare su un tavolo un paesaggio interattivo dove l’utente può modificare il corso di un fiume o Froggipedia, un manuale scientifico sui ranidi sono piccoli capolavori e valgono il prezzo del tablet.

Froggipedia, che costa 4.99 euro, è una enciclopedia interattiva dedicata alle rane, che possono essere non solo proiettate e esaminate tramite realtà aumentata ma anche dissezionate e studiate utilizzando Apple Pencil come bisturi.

La genialità degli sviluppatori che ha creato app per iPad è senza fine, e quello che stupisce è la reattività al mondo dello sviluppo alle novità che Apple mette a disposione. ArKit è recente, eppure centinaia di aziende hanno realizzato app che lo sfruttano in modi che difficilmente si riuscivano a immaginare, e lo stesso vale anche per la penna, che in molti casi è uno strumento di disegno ma che, vedere Froggipedia, può anche trasformarsi in altri strumenti utili alla causa.

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Questo, purtroppo, su Android non succede. Google ha creato un ottimo sistema per la realtà aumentata, ha decine di framework per spremere i dispositivi oltre le loro possibilità (vedi DayDream per il VR) ma oggi gli sviluppatori non sembrano seguire. E’ questa la differenza tra un iPad e un tablet Android: rispetto ad un tablet Samsung o ad un Huawei MediaPad probabilmente l’iPad paga qualcosa come caratteristiche, ma se si guarda alle possibilità non c’è davvero storia.

Fonte dday.it

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