Chiamate di emergenza: Come comunicare la propria posizione

Ogni qualvolta che una persona in estrema difficoltà si mette in contatto con i servizi di emergenza tramite uno smartphone capace di gestire il servizio AML, il dispositivo rileva la posizione del chiamante sfruttando i servizi di geolocalizzazione e trasmette automaticamente le informazioni raccolte ai soccorritori tramite SMS.

Nel mese di giugno 2019 questo sistema (AML) era utilizzato in 15 paesi nel mondo: Stati Uniti, Slovenia, Regno Unito, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Moldavia, Lituania, Islanda, Irlanda, Finlandia, Estonia, Emirati Arabi Uniti, Belgio e Austria. La conferma arriva dal European Emergency Number Association, organizzazione che si impegna nel promuovere la giusta gestione dei numeri di emergenza 121 in questi paesi, riportando dati particolarmente incoraggianti per gli interventi di emergenza negli stati che adottano il sistema AML. A breve a questi paesi dovrebbero aggiungersi Ungheria, Svezia, Portogallo, Francia, Danimarca Germania e Croazia

Come si può capire, l’Italia non è presente e non sarebbe nemmeno male velocizzare i tempi per entrare in questa lunga lista. Persino case come Google o Apple supportano il sistema AML, rispettivamente da Android 2.3 “Gingerbread” (luglio 2016) e iOS della primavera 2018.

In Italia è disponibile l’app 112 Where Are U app che ha la stessa funzione di AML per l’intera penisola italiana.

Nel caso in cui ci si dovesse trovare in una situazione di difficoltà, la tecnologia può salvare la vita ed essere più immediata di qualsiasi azione umana. In attesa (se accadrà) dell’approvazione del sistema AML in Italia, ecco alcuni strumenti che possono essere utili se non fondamentali per condividere la propria posizione geografica in momenti di necessità.

1) App “Contatti fidati” di Google

Installando l’app Contatti Fidati di Google, avremo la possibilità di scegliere una lista di persone a cui comunicare la nostra posizione geografica. Quest’app può rivelarsi fondamentale al bisogno, magari quando bisogna chiedere aiuto in casi di emergenza.
Nel caso in cui uno dei contatti fidati richiedesse la posizione dell’utente, apparirà un avviso sullo smartphone e si avrà la possibilità di confermare o negare la condivisione.

Se non si dovesse rispondere entro 5 minuti l’app invierà automaticamente i dati sulla posizione al contatto che li ha richiesti. Chiaramente il tempo può essere modificato nelle impostazioni dell’app e scegliendo Limite Temporale per la richiesta della posizione.
Se il telefono non fosse connesso o in alternativa spento Google invierà l’ultima posizione registrata.

2) Attivare la condivisione della posizione su Maps

In casi come gite o escursioni in luoghi duri e lontani dalla città, attivare la condivisione della posizione geografica potrebbe essere l’ideale. Per fare ciò basterà cliccare sul pulsante in alto a sinistra e scegliere l’opzione “Condivisione della posizione”.
Successivamente toccare il pulsante “Inizia” e scegliere “Fino alla disattivazione”, indicare i contatti con cui si vorrà condividere la posizione e cliccare “Condividi”.

Quando si vorrà terminare il processo basterà premere il pulsante “X” nel riquadro “posizione condivisa con”.

3) Condivisione della posizione con Whatsapp (o Telegram)

Ogni app di messaggistica, Whatsapp e telegram in questo caso, presentano funzionalità apposite per la condivisione della posizione in tempo reale.
Su Whastapp è molto veloce: basta cliccare sull’icona a graffetta e scegliere “Posizione”. Poi si potrà scegliere tra la posizione fissa (che sarà quella in cui si trova l’utente nel momento in cui manda il messaggio) o la posizione in tempo reale (ovvero verrà aggiornata in continuazione per essere visibile al ricevente). Selezionando la posizione in tempo reale il contatto scelto vedrà gli aggiornamenti sulla geolocalizzazione per una durata (che si può scegliere) che va dai 5 minuti alle 8 ore.

Lo stesso processo vale per Telegram in cui è presente anche la funzione “Aggiungi persone vicine” che permette di parlare con chi si trova nei dintorni.

Probabilmente verrà anche implementata questa funzione per Google Assistant, in modo da comunicare a chi di dovere l’esatta posizione di chi chiama per essere soccorsi il prima possibile.

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